Aprile 19, 2024

Dal Vangelo di Luca (Lc 5, 1-11)

Commento al Vangelo del 6 febbraio 2022

(V domenica Tempo Ordinario – Anno C)

La fama di Gesù che guarisce dalle infermità si diffonde velocemente e tutti lo circondano per risolvere i propri problemi, tanto che è costretto a salire su una barca e distanziarsi per poter continuare ad insegnare. La barca è di Simone che triste e sconsolato sta rassettando le reti vuote dopo una notte di pesca infruttuosa. Nemmeno ascolta ciò che Gesù sta dicendo alla folla sulla riva, ha il cuore amareggiato per l’insuccesso, preoccupato come ogni uomo dopo un fallimento.

Ma Gesù è lì sulla barca, con te uomo e ti invita a prendere il largo, ad avere coraggio e gettare di nuovo le reti dove lui ti dice. Non sei convinto perché le tue fatiche sono risultate vane; hai puntato solo su te stesso e non hai ottenuto nulla, ma pur se la fatica ti ha stremato, riesci ad ascoltare quella Parola di speranza: “sulla tua Parola”. E le reti si colmano, impazzisci di gioia; incontenibili le reti e incontenibile il cuore tanto che l’abbondanza si riversa anche sui vicini, sugli altri, su chi è accanto. Aver accolto quella Parola porta a una diffusione di gioia, di grazia, di meraviglia per te e per chi tu ne sei testimone; una pienezza tale che quasi ti fa affondare nel mare della Misericordia, che straripa nello stupore, che ti rende piccolo e pauroso davanti a tanto Amore. Ma non temere: ora hai riempito le reti, hai riempito il cuore e puoi così “pescare gli uomini, gli altri” e puoi diffondere l’Amore, far conosce quella Parola che hai vissuto e che ti ha rigenerato dopo i fallimenti umani. Lascia paura e debolezza, non temere più! abbi coraggio di prendere sempre il largo “sulla tua Parola”; lascia tutto ciò che è di ostacolo nella tua vita: le cose inutili, i pesi che ti schiavizzano e seguendo quella “Parola” potrai compiere quei passi verso la tenerezza di un Amore vero.

Diacono Gianni Bosco