Luglio 14, 2024

Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a Te

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA

DAL VANGELO SECONDO LUCA (Lc 15,1-3.11-32)

Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a Te. (Lc. 15,18)”

Oggi l’Evangelista Luca ci insegna che, agli occhi di Dio ricominciare è sempre possibile per tutti, nessuno escluso.

La parabola è nota: un figlio chiede al padre la propria parte di eredità, la sperpera in un paese lontano; colpito dalla povertà ritorna a capo chino, il padre lo accoglie con gioia e fa festa; il fratello maggiore è sconcertato, turbato per la misericordia del padre, che gli ribadisce la necessità di festeggiare per quel figlio perduto e ritrovato.

La parabola contiene altri insegnamenti, in apparenza minori: la tentazione di lasciare il “qui e ora” del nostro essere è sempre dietro l’angolo, così come il fascino del “paese lontano” e l’illusione di una vita senza difficoltà.

Il vero protagonista della parabola è il padre, mentre i due fratelli rappresentano due modi irresponsabili di rapportarsi con Dio: la ribellione è una obbedienza infantile, noi pensiamo, infatti, che sia difficile imparare ad amare, riconoscere la dignità dell’altro, imparare a donarci totalmente, nella libertà e nella gratuità, con generosità e continuità. Ci viene difficile anche ad amare, non confidiamo nella bontà del nostro prossimo e non ci aspettiamo che l’altro si apra a noi gratuitamente.

Nella parabola del Padre Misericordioso ci siamo dentro tutti quando vogliamo essere arbitri di noi stessi e padroni della vita e della storia. L’intento del racconto di Gesù è quello di rivelare agli uomini il vero volto di Dio, nessuno dei due figli ha avuto una concezione vera della paternità, e da loro, il padre voleva proprio questo: essere riconosciuto come padre! La conversione è proprio questo, riscoprire in Dio il suo volto di tenerezza, di misericordia, e d’amore, siamo chiamati a rialzarci dalla delusione del nostro peccato e di essere figli del Padre e a riscoprire la gioia. Questo insegnamento biblico è un invito al cambiamento di mentalità.

Cristo Gesù nel rivelare il Padre ci fa creature nuove, nel mistero pasquale egli offre a noi la possibilità di vivere nell’amore di Dio e del prossimo. Più faremo esperienza di Dio, della Sua paternità e del Suo amore, più la nostra conversione sarà vera.

La Parabola del Padre Misericordioso ci insegna, infatti, che non è il pentirsi che suscita il perdono, ma è il perdono del Padre che genera il pentimento e ristabilisce la pace che da schiavi del peccato ci cambia in figli. Sperimentando il perdono, riconoscendoci amati di un amore gratuito, entriamo finalmente in un rapporto filiale e libero con Dio.

C ogliamo l’invito dell’Apostolo Paolo: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”