Dicembre 5, 2023

III DOMENICA DI QUARESIMA/C – 20 MARZO 2022

VANGELO SECONDA LUCA – LC 13,1-9.

Mentre Gesù sta parlando, qualcuno lo informa della strage che il procuratore romano Ponzio Pilato ha compiuto a danno dei Galilei mentre offrivano sacrifici nel Tempio. Strage che aveva suscitato orrore e sdegno negli abitanti di Gerusalemme. Si trattava di simpatizzanti del movimento Zelota sorto in Galilea nell’anno 6 d.C., il quale propugnava la lotta armata contro l’occupazione romana. Coloro che riportano l’accaduto a Gesù vogliono senz’altro provocare un suo giudizio e una presa di posizione. Gesù allora, riferendosi alla vecchia opinione ebraica secondo cui il male materiale era sempre una punizione di un male morale, rispose: Credete voi forse che quei Galilei rimasti uccisi fossero peccatori più di tutti gli altri Galilei, essendo capitata loro questa sorte?. VI DICO: SE NON VI CONVERTITE, PERIRETE TUTTI NELLO STESSO MODO. Tra l’altro era ancora viva nel ricordo di tutti un’altra disgrazia: diciotto operai che lavoravano nelle vicinanze del Tempio, nel quartiere di Siloe, erano rimasti uccisi nel crollo di una torre. Disse GESÙ: …credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, VI DICO, MA SE NON VI CONVERTITE, PERIRETE TUTTI ALLO STESSO MODO». Gesù oggi insiste sulla CONVERSIONE, senza la quale non si può entrare nel Suo Regno. Una CONVERSIONE DEL CUORE per condurre una vita più conforme al Vangelo, poiché è l’infedeltà delle membra al dono di Cristo a causare le divisioni. Senza conversione, si perisce. E ne abbiamo bisogno tutti, non c’è da illudersi. La rovina che ci toccherebbe non sarebbe soltanto materiale: sarebbe la rovina spirituale definitiva e totale, il fallimento dell’intera vita, in maniera irrevocabile. Dio è paziente e immensamente Misericordioso: il significato spirituale della Quaresima che stiamo vivendo e in cui ricorre da parte della Chiesa l’esortazione a mutare vita, è un segno di questa pazienza divina. Nell’ultima parte del passo del Vangelo di oggi, non dobbiamo sottovalutare le parole che il paziente padrone dice al vignaiolo: se l’albero non porta frutto lo taglierai. Le affermazioni della Sacra Scrittura e gli insegnamenti della Chiesa, costituiscono un pressante appello alla responsabilità con la quale l’uomo deve usare la propria libertà in vista del proprio destino eterno, passando appunto per la conversione. Cristo dopo la sua Risurrezione ha inviato i suoi Apostoli a predicare nel suo nome… a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati…. Affidiamoci nelle mani della nostra Mamma Celeste la Madonna: il messaggio di Fatima è un richiamo materno alla CONVERSIONE. La Madonna vuole concederci la grazia della salvezza dell’anima, la grazia che vale l’eternità del Paradiso.

Diacono Giovanni Troisi