Giugno 18, 2024

Andate e fate discepoli tutti i popoli…Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo!

Ascensione del Signore – Domenica 21 maggio 2023

In questa domenica celebriamo la solennità dell’Ascensione, in cui Cristo, risorto e vittorioso sulla morte, si separa dai suoi discepoli e ritorna al Padre, portando con sé tutta l’umanità liberata dalla schiavitù del peccato.

Il passo odierno è tratto dal Vangelo di Matteo (28, 16-20) e si apre con i discepoli che si dirigono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato, per poi ripartirne profondamente cambiati e rinnovati.

A loro Cristo affida la missione di essere i primi artefici di quella “Chiesa in uscita” alla quale ancora oggi è assegnato il compito di diffondere il messaggio di pace e di salvezza del Vangelo.

La liturgia odierna ci presenta due partenze:

  1. quella di Gesù che ritorna nella casa del Padre, dove un giorno anche noi potremo vivere la nostra Pasqua;
  2. quella degli apostoli e, più in generale, di tutti i cristiani, ai quali, ancora oggi, il Signore dice: “andate […] e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato”.

In queste parole è racchiuso il senso più profondo della missionarietà della Chiesa: Gesù ci chiede di metterci in cammino, di annunciare il Vangelo, di avvicinare a lui coloro che, per tante ragioni, sono ancora lontani. Ci sollecita, inoltre, ad “insegnare”, cioè a tracciare in loro i segni dell’amore e della misericordia divina, indicando che una vita migliore, fondata sulle parole del Maestro, è possibile e auspicabile. Possiamo farlo parlando loro con il cuore aperto e «secondo verità nella carità» (Ef 4,15)”, come ci indica la 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che la Chiesa celebra in questa domenica di Ascensione.

Il Signore ci esorta a “salire sul monte di Galilea”, nel luogo di incontro per eccellenza con Dio, e a lasciarci rinnovare interiormente per testimoniare con maggiore efficacia il Vangelo nel nostro ambito familiare, nella nostra comunità lavorativa e nella società in cui viviamo e operiamo ogni giorno come diaconi, educatori e padri di famiglia. Certo, siamo imperfetti e le nostre debolezze potrebbero indurci a sbagliare, ma questo non deve spaventarci: per seguire Gesù non è necessario essere perfetti; serve, piuttosto, essere disponibili a metterci alla sua sequela, confidando nella costante presenza dell’Emmanuele, del “Dio con noi” che opera e agisce concretamente nella nostra esistenza.

Andiamo, dunque, con gioia incontro al Signore e non esitiamo a rispondere con slancio ed entusiasmo alla sua richiesta di testimoniare e comunicare la nostra vita di fede, facendoci voce e strumento dell’annuncio del Vangelo di Cristo.

Nel grande libro di Dio c’è posto per ciascuno di noi, Non a caso, potremmo definire il vangelo di oggi un “racconto che non si chiude”, una “pagina aperta” che l’evangelista lascia volutamente in bianco, affinché anche il nostro nome possa trovare, magari ai margini del foglio, quel suo piccolo spazio a cui non si può e non si deve rinunciare.

Diacono Carlo Manzione