Luglio 14, 2024

Tragedia di Latina e la risposta della Diocesi di Salerno Campagna Acerno

Nelle campagne di Latina, il cuore agricolo dell’Italia, si è consumata una tragedia che ha scosso la coscienza nazionale: la morte di Satnam Singh, un bracciante agricolo indiano di 31 anni. La sua scomparsa è l’ennesimo episodio di una serie di abusi e sfruttamenti noti come caporalato, un sistema che continua a macchiare le terre italiane nonostante gli sforzi per eradicarlo.

Satnam Singh è stato vittima di un incidente sul lavoro, ma anziché ricevere immediato soccorso, è stato abbandonato in strada con ferite mortali. Questo atto crudele non è solo un crimine contro un individuo, ma un attacco ai diritti umani fondamentali e alla dignità del lavoro.

La risposta a questa inaccettabile realtà viene dalla Diocesi di Salerno Campagna Acerno, dove l’Ufficio Migrantes, in collaborazione con la Caritas di Salerno, ha lanciato il progetto “NO CAP” nella Piana del Sele. Questa iniziativa mira a combattere il caporalato fornendo condizioni di lavoro eque e dignitose per i braccianti agricoli, molti dei quali sono migranti.

Il progetto “NO CAP” è un esempio di filiera etica, dove i lavoratori sono assunti direttamente dalle aziende agricole, senza intermediari, e ricevono una retribuzione conforme alla legge. Inoltre, viene garantito loro un alloggio dignitoso e un trasporto autonomo per raggiungere i luoghi di lavoro. Queste azioni sono vitali per sottrarre i lavoratori all’isolamento e alla dipendenza dai caporali, spesso legati a reti di sfruttamento e criminalità.

La morte di Satnam Singh non deve essere invano. Deve diventare un monito per tutti noi e spingerci a sostenere iniziative come “NO CAP”, che offrono soluzioni concrete e umane al caporalato. È tempo di agire, affinché la dignità del lavoro e il rispetto per la vita umana prevalgano sul profitto e sull’indifferenza.