Aprile 19, 2024

Rendere definitiva la Strategia Nazionale: lettera aperta al ministro dell’Ambiente

«Chiediamo … che il CITE (Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica) possa sancire al più presto l’approvazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e del Piano per la Coerenza delle Politiche per lo Sviluppo Sostenibile. Si tratta di un passaggio fondamentale per assicurare al Paese un orizzonte condiviso per affrontare le sfide del presente, e per consolidare gli spazi di dialogo con le istituzioni secondo quanto previsto dalla normativa».

Scrive così nella lettera aperta al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Pichetto Fratin, un ampio gruppo di reti e organizzazioni della società civile e degli attori non statali. Un cartello dei mondi dell’associazionismo e del volontariato, dell’ambientalismo, dell’attivismo civico, della cooperazione allo sviluppo, dei movimenti giovanili.

Anche Caritas Italiana ha sottoscritto questa lettera aperta, proprio perché deve essere colto e rilanciato con forza ogni segnale di dialogo e “buona partecipazione” nel costruire un orizzonte in cui ci ritroviamo a lavorare per una prospettiva comune.

Di fronte alle sfide epocali come cambiamento climatico, povertà, fenomeni migratori, conflitti, la comunità globale ha adottato la prospettiva dell’Agenda 2030 con i suoi Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. L’Italia ha intrapreso una riflessione attenta su cosa c’è da fare, attivando un percorso sfociato nella revisione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, presentata alla Conferenza Stato-Regioni il 28 settembre 2022, assieme al piano nazionale per la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile elaborato con l’assistenza tecnica dell’OCSE.

Manca ora solo l’ultimo passaggio, che deve avvenire con l’approvazione presso il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE), costituito nel 2021 con il compito di coordinare le politiche nazionali per tale transizione e la relativa programmazione.

Anche con l’insediamento del nuovo governo è stato confermato il passaggio istituzionale in questa forma. Ma da allora il CITE non è stato più convocato. La lettera aperta sollecita le istituzioni affinché si compia questo definitivo passaggio.