Maggio 27, 2024

Corridoi umanitari. Arrivati a Roma 97 rifugiati afghani, 45 accolti in sette diocesi

Del gruppo di 97 rifugiati afghani in arrivo giovedì 23 febbraio dal Pakistan nell’ambito dei Corridoi
Umanitari, 45, attraverso Caritas Italiana, saranno accolti dalle seguenti sette diocesi: Bolzano,
Fiesole, Manfredonia, Milano, Roma, Verona, Ugento.
Dal 2017, anno di inizio del programma dei Corridoi Umanitari, ad oggi sono state accolte in 62
Diocesi 1.146 persone (di cui 400 minori) provenienti prevalentemente da Eritrea, Somalia, Siria,
Iraq, Repubblica Centrafricana, Yemen, Sud Sudan, Sudan, Afghanistan.
Lo strumento dei corridoi umanitari ha difatti garantito la fuoriuscita da contesti di guerra e
gravi violazioni dei diritti a richiedenti asilo, rifugiati e persone vulnerabili che altrimenti non
avrebbero mai potuto raggiungere il territorio europeo.
Nel corso degli ultimi anni l’impegno della Chiesa Italiana sul tema dell’accoglienza e
dell’integrazione dei rifugiati è andato crescendo in concomitanza con l’aumento del numero di
crisi internazionali che hanno interessato l’Africa, il Medio Oriente e più recentemente l’Europa.
L’emergenza nord africana, la crisi libica e siriana, la presa del potere da parte dei talebani in
Afghanistan e la guerra in Ucraina, sono avvenimenti drammatici che in poco più di un decennio
hanno prodotto milioni di sfollati e di profughi. Molti si sono rifugiati nei paesi limitrofi, dove
spesso vivono in condizioni drammatiche, altri sono riusciti a raggiungere l’Italia, non di rado
mettendo a rischio la propria vita e quella delle loro famiglie. È in questo contesto che Caritas
Italiana si è attivata per dare una risposta al loro bisogno di protezione.
Don Marco Pagniello direttore di Caritas Italiana, spiega che “al di là della tipologia di intervento
assicurato (Corridoi Umanitari, Corridoi Universitari, evacuazioni umanitarie, accoglienza in
emergenza), l’impegno di Caritas è stato quello di implementare un sistema di accoglienza ed
integrazione il cui fulcro fossero le comunità. Sin dal primo momento, infatti, famiglie, parrocchie
e istituti religiosi hanno garantito l’assistenza necessaria a chi è giunto nel nostro Paese”. Ciò è
stato possibile grazie al progetto APRI (dai quattro verbi del Papa “Accogliere, Proteggere,
Promuovere, Integrare”) che ha consentito nel tempo di affrontare in maniera efficace e
competente queste importanti sfide, sensibilizzando le comunità coinvolte sul reale valore
dell’accoglienza.
“Coinvolgere il territorio e le comunità – prosegue il direttore di Caritas Italiana – significa fornire
ai cittadini gli strumenti per capire e accompagnare un fenomeno complesso come quello delle
migrazioni, senza subirlo, contribuendo così a cambiarne la percezione e dunque la narrazione: il
migrante non è più l’estraneo che entra in casa nostra, ma una persona fragile con un nome e una
storia che meritano considerazione oltre che rispetto”.
Gli arrivi di giovedì 23 febbraio avvengono nell’ambito del programma di Corridoi Umanitari
realizzati da Caritas Italiana (per conto della CEI – Conferenza Episcopale Italiana), dalla FCEI
(Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) e dalla Comunità di S. Egidio sulla base dei
protocolli siglati con il Governo Italiano.