Quaresima 2020… un annuncio di carità

Quest’anno, come ogni anno, il Signore ci concede un tempo propizio per prepararci a celebrare con cuore rinnovato il grande Mistero della morte e risurrezione di Gesù, cardine della vita cristiana personale e comunitaria. A questo Mistero dobbiamo ritornare continuamente, con la mente e con il cuore. Infatti, esso non cessa di crescere in noi nella misura in cui ci lasciamo coinvolgere dal suo dinamismo spirituale e aderiamo ad esso con risposta libera e generosa.

  1. Il Mistero pasquale, fondamento della conversione
  2. Urgenza della conversione
  3. L’appassionata volontà di Dio di dialogare con i suoi figli
  4. Una ricchezza da condividere, non da accumulare solo per sé

Quando leggo, ascolto e rifletto sulle parole di Papa Francesco sento il Cuore di un Padre che desidera il bene dei suoi Figli. Che esorta, ammonisce, e chiede di condividere come un Padre fa con i suoi figli.

Sento la passione per l’uomo, per quell’uomo che il Cristo ha dato la vita.

Il Papa ci spinge con amorevole paternità a non lasciar “passare invano” questo tempo di grazia, nella “presuntuosa illusione” di essere noi i padroni “dei tempi e dei modi della nostra conversione a Lui”.

Ci esorta a sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma di idolatria.

Ci richiama uomini e donne di buona volontà alla condivisione dei beni con i più bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale all’edificazione di un mondo più equo. La condivisione nella carità rende l’uomo più umano; l’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo

Ci invita ad evitare chiacchiericcio, dettato da vuota e superficiale curiosità, che caratterizza la mondanità di tutti i tempi, e ai nostri giorni può insinuarsi anche in un uso fuorviante dei mezzi di comunicazione.

Ci chiede di fare l’esperienza della misericordia, possibile solo in un “faccia a faccia” col Signore crocifisso e risorto «che mi ha amato e ha consegnato sé stesso per me» (Gal 2,20). Un dialogo cuore a cuore, da amico ad amico.

Perché la gioia del cristiano scaturisce dall’ascolto e dall’accoglienza della Buona Notizia della morte e risurrezione di Gesù: il kerygma.

Perché la Pasqua di Gesù non è un avvenimento del passato: per la potenza dello Spirito Santo è sempre attuale e ci permette di guardare e toccare con fede la carne di Cristo in tanti sofferenti.

Fratello e sorella: «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio» (2Cor 5,20)

dal MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCOPER LA QUARESIMA 2020

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