“Il mare, le stelle, il sogno” Via Crucis in ricordo dei migranti vittime del mare e di Angela

Campolongo, Marina di Eboli (SA)

Abbiamo avuto timore del mare, delle nuvole, dei lampi, abbiamo cercato di risalire le dune di sabbia intrise d’acqua salmastra, cadendo e soffiando, sbuffando, abbiamo sentito anche noi sul viso la burrasca del mare, la carezza del vento che riempiva le sciarpe, mentre la salsedine rendeva ispidi i nostri capelli.
 Abbiamo udito le vostre voci che sono entrate prepotentemente nei nostri cuori, come lame sottili che giocano con i sentimenti.
 Abbiamo visto con i nostri occhi cosa significa avere paura, avere timore del mare eppure eravamo a riva, al riparo, coscienti che saremmo ritornati a casa, al caldo.
 Vi abbiamo offerto i nostri pensieri nella preghiera e i nostri fiori, punti invisibili nell’immensità delle onde come segno di presenza silenziosa.
 Abbiamo avuto paura di poche gocce…
Angela cara quante cose ci hai insegnato oggi, quante pensieri belli hai messo nei nostri cuori, dacci la forza di testimoniare sempre la nostra fede e di avere rispetto per la vita in ogni sua forma.
 Sulla sabbia una piccola mano ha inciso il tuo nome, nessun’onda è riuscita a cancellare la grande cornice a forma di cuore speriamo che la quotidianità non rapisca i sogni che il mare e le stelle hanno disegnato per noi.

Pregheremo per i migranti vittime del mare e per Angela, della quale vogliamo raccontarvi la storia breve e intensa, sospesa tra “Il mare, le stelle e il sogno”. Il mare e il suo fragore sono le prima cose che Angela avrà percepito. Le stelle la prima cosa che avrà visto. Il sogno il primo che avrà fatto e che l’ha portata direttamente tra le braccia di Dio ad ascoltare la prima ninna-nanna. Chi è “Angela”? E’ una bambina, vittima di una gravidanza indesiderata, di carnagione chiara, abbandonata dopo il parto, con il cordone ombelicale ancora attaccato e ritrovata ricoperta dalle alghe sulla spiaggia di Campolongo nel novembre del 2013. Angela è il nome che affettuosamente le hanno dato i dipendenti dell’ospedale di Eboli. La sua storia ha commosso tutto il territorio ma è stata presto dimenticata. Non vogliamo sapere né la nazionalità, né il perché del gesto. Vogliamo però che Angela diventi il segno del riscatto per queste terre dimenticate dove la vita umana non ha valore e dove i sogni si infrangono nel mare e le stelle sono punte di ghiaccio nel cuore dell’umanità.

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