Giornata del migrante e del rifugiato

Oggi è la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Parole decisamente calde in questo periodo storico che stiamo vivendo. Parole che echeggiano spesso più nelle stanze del potere che nelle coscienze degli uomini. E’ difficile entrare nel dibattito politico riguardante la problematica dei migranti senza essere etichettati a favore dell’una o dell’altra parte. Il ruolo principale di ogni buon Cristiano è quello di operare soltanto per la Carità, anche se questa potesse costare impopolarità . Per cui la nostra prima buona azione è quella di ammorbidire i toni e cercare di tendere la mano all’uomo, esclusivamente a lui, e  non al numero, alla nazionalità, alla categoria, al qualunquismo che spesso accompagna o segue determinate opinioni. Quando si aiuta una persona dobbiamo tendere la mano all’uomo innanzi tutto;  l’affamato, l’assetato, il forestiero, l’ignudo, il malato e il carcerato che bussa oggi alla nostra porta è Gesù stesso che chiede di essere incontrato e assistito. Come lo stesso Santo Padre ha sottolineato dobbiamo vedere nei suoi occhi gli stessi occhi del Signore, anche se facciamo fatica a riconoscerlo. Papa Francesco intende sottolineare che i suoi ripetuti appelli a favore dei migranti, dei rifugiati, degli sfollati e delle vittime della tratta devono essere compresi all’interno della sua profonda preoccupazione per tutti gli abitanti delle periferie esistenziali. Le sorti del  Mondo non possono  essere più appannaggio dell’Occidente ricco , che spesso ha preteso l’esclusività delle decisioni e del potere nel corso dei secoli, sarebbe  ora di guardare al concetto di universalità non solo come slogan ma come opportunità per tutti i popoli di vivere una reale autodeterminazione. Come disse il Santo Padre Benedetto, avremmo dovuto garantire anche il diritto  delle persone a non emigrare, ma troppo spesso la nostra bramosia di potere e la nostra prepotenza innata ha contribuito all’instabilità sociale di molti Paesi. Per cui non possiamo, in questo tempo storico, non tendere la mano a chi ci chiede aiuto, non possiamo non sperimentare il concetto di Carità gratuita, soprattutto per chi è vittima continua di una società che ha dimenticato cosa significa essere umani.  Il Talmud dice che “il Mondo si regge sul respiro dei bambini”, San Pietro nelle sue Lettere ci invita a predicare e fare la Carità accudendo orfani e vedove. Conclusioni migliori non possono esserci , basta vedere quante donne vittime di tratta ci sono sulle nostre strade e quanti bambini migranti vengono schiavizzati per colpa delle politiche occidentali. 

Antonio Di Popolo

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