Diritti dell’infanzia: la Caritas in prima linea

Il 20 novembre 2019 ricorrono i 30 anni dell’adozione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificato dall’Italia il 27 maggio 1991. Su questo è incentrato il 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia.La Convenzione è divenuta il trattato in materia di diritti umani con il più alto numero di ratifiche: oggi sono 196 gli Stati che si sono impegnati nel rispetto dei diritti in essa riconosciuti. Rappresenta un testo giuridico di eccezionale importanza poiché riconosce, in forma coerente, tutti i bambini e tutte le bambine del mondo come titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici. “Il cammino da fare per rendere effettivi questi diritti è ancora lungo” sottolinea mons. Redaelli, Presidente di Caritas Italiana che, rivolgendo il pensiero ai “troppi bambini rifiutati, derubati della loro infanzia e del loro futuro” ricorda le parole di papa Francesco: “da come sono trattati i bambini si può giudicare una società” (vai a editoriale IC novembre 2019) Al tema della tutela dei diritti dell’infanzia Caritas Italiana dedica il suo 52° Dossier con Dati e Testimonianze (DDT), dal titolo “Un orizzonte di diritti. Trent’anni di Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” (.pdf), che contiene anche un focus sulla condizione dei bambini siriani profughi in Libano. Nel Dossier si ripercorre la storia della Convenzione e lo stato della sua applicazione a livello internazionale, con alcuni zoom su: i bambini in guerra, la pena di morte e la detenzione, lo sfruttamento sessuale, il diritto alla scuola, la protezione dei minorenni rifugiati, ecc.. Allarmanti i dati: un bambino su 4 vive in paesi colpiti da guerre o disastri naturali, 28 milioni di bambini sono stati cacciati dalle proprie abitazioni, mentre ben 75 milioni di bambini e giovani hanno interrotto i percorsi scolastici a causa di conflitti e catastrofi naturali. Nel nostro paese nel 2018 i minori in povertà assoluta erano 1.260.000. Una testimonianza raccolta sul campo da operatori Caritas si sofferma inoltre sulla situazione specifica dei bambini siriani in Libano. Sono infatti almeno 550mila i bambini siriani accolti nel Paese dei cedri, ma i numeri precisi sono fermi all’inizio del 2015, anno in cui il governo di Beirut ha imposto all’UNHCR il veto sulla registrazione degli arrivi. Dunque, nonostante il grande sforzo di accoglienza, il Libano non ha firmato la convenzione di Ginevra, dunque non riconosce lo status di rifugiato: di conseguenza non esistono campi strutturati. Il Dossier contiene infine alcune prospettive di impegno e proposte, rivolte ai diversi soggetti istituzionali, sia a livello generale che sulla sicurezza dei minori sul web. Quest’ultima pubblicazione si aggiunge alle 51 già realizzate da Caritas Italiana a partire dal 2015, tutti disponibili on-line.

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