Casa Betlemme

All’interno di Villa Falcone e Borsellino, bene sottratto alla camorra alla fine degli anni 90 in località Campolongo a Marina di Eboli (Sa), nasce la casa di accoglienza Betlemme, progetto che era in embrione già dall’11 novembre 2009 dopo lo sgombero del ghetto di san Nicola Varco, realtà che si era consolidata nell’ultimo ventennio all’interno di un ex mercato ortofrutticolo, e che aveva creato una grave emergenza umanitaria. Fin dal primo giorno dell’emergenza la Caritas diocesana di Salerno – Campagna – Acerno ha offerto la propria collaborazione al comune di Eboli, che ha messo a disposizione la struttura, facendosi carico dei bisogni primari e della sistemazione alloggiativa di quanti erano in attesa della regolarizzazione della loro posizione giuridica. La casa di accoglienza viene inaugurata nel novembre 2010 e può ospitare un massimo di 18 persone maggiorenni, di sesso maschile, italiani e stranieri, che vivono un temporaneo disagio abitativo. Durante la loro permanenza, che varia a seconda delle difficoltà individuali ma che comunque non supera i sei mesi, agli ospiti viene garantito il servizio pasti, lavanderia, guardaroba, e qualora venga richiesto anche assistenza socio – sanitaria e consulenza legale. Dal 2009 al 2016 sono state accolte 64 persone in emergenza abitativa. Nel luglio 2014, la casa si è aperta all’emergenza profughi, pur mantenendo disponibilità per le persone in momentaneo disagio abitativo. Successivamente, nel 2016, su richiesta della prefettura, che aveva, con l’aumento del’emergenza sbarco, necessità di posti letto, la struttura si è trasformata in un CAS.

I NUMERI IN TOTALE

PERSONE OSPITATE (2009-2018): 164
PACCHI VIVERI DISTRIBUITI (2012-2018): 32.136
NUCLEI FAMILIARI AIUTATI (2012-2018): 1859
SERVIZIO GUARDAROBA-FAMIGLIE (2011-2018):1875
COPERTE DISTRIBUITE (2012-2018): 409

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