Caritas Campania scrive al presidente De Luca: momento critico. Noi ci siamo, ma confrontiamoci

La Caritas Campana, a nome di tutte le Caritas della nostra regione, scrive al presidente De Luca in vista un possibile nuovo lockdown. Tanti i servizi offerti dalle Caritas hanno visto aumentare a dismisura gli utenti, e un nuovo blocco totale potrebbe portare al collasso di questi servizi.

Gentile Presidente De Luca,
a seguito delle notizie che annunciano un nuovo “blocco totale”, i direttori delle Caritas
campane si sono riuniti via web sabato 24 per fare una riflessione sugli scenari a cui
andremo incontro.
Durante la prima ondata, quella dell'”andrà tutto bene”, le nostre Caritas hanno assistito
una marea di “invisibili” che decine di DPCM, ordinanze e decreti non hanno nemmeno
sfiorato: chi una casa non ce l’ha, e quindi non poteva “restare a casa”; chi non ha gli
strumenti per decriptare norme, misure e indirizzi sanitari, sociali, economici; chi non
sa compilare un modulo; chi non ha una connessione in casa per seguire i social o
garantire l’istruzione ai minori; chi associa tre componenti letali: disagio economico,
solitudine e disagio psichico… la lista potrebbe essere più lunga: una visita ai nostri
dormitori e alle mense ci risparmierebbe tante parole.
Il Santo Padre, nell’ultima Enciclica “Fratelli tutti” ci dice: Nessuno può affrontare la
vita in modo isolato (…). C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e
nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare
insieme! (…) Da soli si rischia di avere dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i
sogni si costruiscono insieme. Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti
della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno
con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce,
tutti fratelli!”
Sono passati cinque mesi, questi invisibili sono diventati fantasmi. Non ne siamo usciti
migliori, signor Presidente. Perciò, come Caritas di tutta la Regione Campania
avvertiamo l’urgenza, ormai indifferibile, di scriverle questa lettera alla luce della
preoccupante situazione sociale che registriamo quotidianamente.
Anche alla seconda ondata del Covid, signor Presidente, i servizi pubblici risultano
totalmente in difficoltà. Motivo per cui la pressione sui nostri servizi è altissima. Ma
noi non ci sottraiamo.
Ma questo nostro “non sottrarci” non deve essere scambiato per una silente
rassegnazione a servire senza parlare, senza denunciare, senza svolgere quella funzione
di Advocacy che è nostra. La situazione, signor Presidente, è preoccupante. E noi siamo
soli. Lo ripetiamo: le Caritas sono sole. Sole! Con volontari impagabili, ma impauriti.
Strutture sotto stress e già ai limiti delle capienze. Sole e senza risorse sufficienti.
Signor Presidente, i poveri che assistiamo ordinariamente sono precipitati sotto le
ultime soglie di dignità ammissibili. E gli impoveriti della prima ondata si stanno
ripresentando in questi giorni ancora più impoveriti: parliamo di persone che hanno
sempre lavorato nella vita, parliamo di anziani soli, parliamo di mamme con figli che
non svolgono più lavori saltuari, di padri separati – anche di discreto livello culturale
– in crisi professionale.
Le misure nazionali e regionali non guardano a queste categorie. Guardano,
legittimamente, altrove. Ma ciò significa che questa sacca di povertà vera e
incontestabile, non solo dichiarata dinanzi a un modulo telematico, è tutta
integralmente a nostro carico.
I servizi sotto pressione sono i dormitori, le mense, le attività di assistenza alle famiglie
in blocco sanitario, i giovani e i bambini, gli anziani e le persone con abilità diversa.
Questi cardini delle politiche sociali sono ormai abbandonati a se stessi.
Signor Presidente le chiediamo di mettersi in “ascolto”.
La Delegazione Caritas Campania può essere un interlocutore privilegiato per la
Regione.
Istituisca a fianco al Comitato tecnico-scientifico un “Comitato sociale” che la aiuti a
capire tutti gli effetti del Covid così da strutturare interventi di sostegno che includano
tutti, anche gli “invisibili”.
Noi saremo sempre disponibili a mettere insieme tutte le nostre forze, in rete con le
altre realtà territoriali, perché nessuno rimanga solo e disperato.
Le auguriamo buon lavoro nella piena consapevolezza delle responsabilità che ha e a
cui deve rispondere.
La salutiamo cordialmente.

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