Aspettiamo da 10 anni l’ok per la “Casa di Accoglienza Madre Teresa di Calcutta”

Dieci anni di burocrazia bloccano un grande progetto di solidarietà. L’intervista a don Marco Russo rilasciata al quotidiano “La Città” sulla mancata realizzazione della Casa di Accoglienza Madre Teresa di Calcutta”.

La Fondazione Giovanni Paolo II Onlus è gestita dalla Caritas Diocesana di Salerno, Campagna, Acerno e si prefigge lo scopo di farsi promotrice della costruzione della “Casa di Accoglienza Madre Teresa di Calcutta”, un centro di accoglienza per giovani immigrati che fuggono da paesi invivibili. Salerno negli ultimi anni ha accolto migliaia di disperati. La Caritas Diocesana di Salerno, Campagna, Acerno – la Fondazione Giovanni Paolo II ONLUS e l’Associazione Salerno Carità ONLUS stanno operando concretamente per offrire una possibilità a questi uomini, donne e bambini allo sbando, affinché possano trovare un rifugio dagli inferni che si lasciano alle spalle ed una speranza per ricominciare a credere in futuro possibile.

Ecco le dichiarazioni di don Marco Russo rilasciate al giornalista Alfredo Boccia de La Città.

Dieci anni trascorsi invano, con l’acclarata disaffezione alla carità verso chi soffre. Salerno è una città con un numero di poveri e senza fissa dimora sempre in aumento. E le promesse dell’Amministrazione comunale alla Caritas diocesana per un suolo dove realizzare una Casa dell’accoglienza con fondi non pubblici, continuano a restare tali. 
«Abbiamo avuto innumerevoli confronti con i rappresentanti del Comune, pure con il sindaco Enzo Napoli, ma nulla di fatto. Eppure c’è tanto bisogno di venire concretamente incontro a quelle che sono esigenze primarie per assicurare un minimo di qualità dell’esistenza a tantissime persone le quali hanno difficoltà ogni giorno sia a mangiare che a trovare un letto dove dormire», spiega don Marco Russo che presiede la Caritas dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno e che sul progetto della Casa di accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” aveva finanche ottenuto l’adesione della Commissione episcopale italiana, di un istituto di credito nazionale, della Fondazione Giovanni Paolo II e di numerosi partner privati.
«Ci troviamo – aggiunge – in una situazione in cui, evidentemente, agli ostacoli di carattere burocratico vanno ad aggiugersene altri benchè si tratti di trovare la soluzione a una problematica, quella di assicurare pari dignità a tutti gli uomini, in cui non vi è assolutamente traccia sia di interessi privati oppure volontà di fare profitto».

«Noi non intendiamo di certo fermarci: ci auguriamo che anche l’arrivo del nuovo vescovo Andrea Bellandi possa aiutare a trovare uno spiraglio in grado di offrire sollievo a chi ha bisogno di aiuto». 
«Come Caritas abbiamo in città alcune strutture di accoglienza ma appare chiaro che averne una nuova, accogliente e funzionale rappresenterebbe la soluzione idonea – sottolinea don Marco – Ma occorre buona volontà. Da parte nostra siamo sempre disponibili ad ascoltare per il bene comune».

Ecco il link all’articolo completo: Casa dell’accoglienza negata da 10 anni

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