Per te famiglia

“Un’altra urgenza – in continuità con i recenti  documenti ecclesiali è quella della pastorale familiare tanto come preparazione al Matrimonio, che come ordinario sostegno al cammino del diventare e rimanere famiglia, sia come vicinanza ed aiuto alle coppie in crisi ed alle famiglie dissolte o successivamente riformatesi. La ricchezza di attenzioni e di iniziative che caratterizza la nostra diocesi su alcuni di questi aspetti ha bisogno di completarsi, di coordinarsi, di diffondersi” (“Ripartire da Cristo”, piano pastorale 2011-2012 Arcidiocesi Salerno-Campagna-Acerno, pag 13).

Progetto per te Famiglia

Coinvolgere le famiglie e gli abitanti dei quartieri in una partecipazione alla vita della comunità e ad una maggiore coesione sociale, secondo una logica di empowerment.

Il lavoro svolto nell’ambito della mediazione sociale, della facilitazione all’integrazione, delle attività per i minori, della promozione culturale genera un miglioramento in generale del tessuto sociale, delle relazioni interculturali ed intergenerazionali, con una ricaduta evidente nel tempo ed un cambiamento significativo negli stili di vita e nelle relazioni.  Le azioni condotte sul territorio permettono la conoscenza reciproca, il consolidarsi di relazioni significative, maggiore fiducia e disponibilità ad  affidarsi ai servizi di sostegno e supporto alla famiglia. Un processo virtuoso che ha una ricaduta inevitabile sul rapporto tra la popolazione e i servizi territoriali.  L’obiettivo finale del Progetto è l’attivazione di un meccanismo di inclusione sociale che, facendo leva sull’advocacy dei singoli nuclei familiari, costruisce una rete di relazioni significative, un sistema contenitivo per la prevenzione di fenomeni di devianza e marginalità.

 

Al centro dell’intervento è la famiglia, soggetto attivo e fondante del tessuto sociale, portatore di valori e risorse, che in situazioni di degrado sociale e di indigenza ha bisogno di un accompagnamento efficace che le permetta di riscoprire le proprie risorse.

La centralità della famiglia come soggetto attivo e protagonista è uno degli aspetti fondamentali del percorso messo in atto dai volontari dei Centri di Ascolto della Caritas. La realizzazione del “Dossier Regionale 2009 sulle povertà in Campania” ha messo in luce il parallelismo esistente tra quartieri multiproblematici con le stesse caratteristiche socio-ambientali: Centro Storico, S. Eustachio, Fratte, Matierno, Rione Petrosino, Mariconda, che si configurano come quartieri “in crisi”, densi di problematiche che interessano diverse fasce della popolazione:
◾famiglie con difficoltà a garantire i compiti genitoriali, diffusa instabilità coniugale, difficoltà abitative, difficoltà a conciliare maternità e lavoro instabilità e precarietà lavorative, presenza di disabili;
◾donne immigrate sole con bambini piccoli;
◾giovani: che abbandonano la scuola dell’obbligo e in alcuni casi protagonisti di episodi di microcriminalità;
◾anziani: soli o non autosufficienti.

Un percorso educativo integrato con una rete di interventi, che, alla luce del principio di sussidiarietà, promuove e potenzia, l’azione su territori avari d’opportunità la cui conformazione urbanistica, impedendo la conoscenza e l’utilizzo delle opportunità e risorse presenti non permette di sviluppare un senso di appartenenza.

Le azioni mirano alla costruzione di un percorso progettuale che, intervenendo sul potenziale disagio generato da circostanze che interagiscono sui componenti della famiglia, evitano di farla scivolare verso una situazione di cronicità e di malessere esteso.

Tre ambiti principali d’intervento:
◾una rete cooperante e condivisa tra le realtà educative, aggregative, culturali, sociali e assistenziali presenti e operanti nei quartieri;
◾sperimentazione di forme diffuse di sostegno alle famiglie, in particolare alle persone più deboli per prevenire forme di esclusione sociale;
◾coinvolgimento delle famiglie all’interno di percorsi storico-artistici-culturali che:

- favoriscono la percezione della propria storia come parte della storia della comunità alla quale appartengono,

- sostengono una rete di relazioni amicali,

- realizzano una maggiore coesione sociale e una presenza nei luoghi di vita della popolazione residente.


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